Trame di Fragilità, Intrecci di Futuro - Due giorni per costruire, raccontare e celebrare il cammino di Zero in Condotta.

  • Pubblicato il: Mar, 03/06/2025 - 10:02
  • da: redazione

28 maggio 2025 – Autoproduzione e Ascolto

Il 28 maggio 2025, nel cuore del nostro laboratorio dedicato all’autoproduzione delle canne, è accaduto qualcosa di speciale. Non si è parlato solo di tecniche, materiali e creatività manuale. Si è parlato di fragilità, di crescita, di comunità. Si è parlato di Zero in Condotta.

In un contesto pratico e partecipato, dove le mani erano impegnate a costruire e modellare, abbiamo colto l’occasione per raccontare il progetto: un percorso rivolto a ragazzi e ragazze tra gli 11 e i 17 anni, giovani che vivono situazioni di vulnerabilità e che, grazie a un lavoro attento e costante sul territorio di Catania, vengono accompagnati in un cammino di consapevolezza e autonomia.

Il laboratorio è diventato così uno spazio di dialogo, dove l’artigianato ha incontrato l’ascolto, e dove ogni canna costruita a mano è diventata simbolo di resilienza, di radici e di possibilità. Perché anche attraverso un gesto semplice e concreto si può parlare di cura, di fiducia e di futuro.

29 maggio 2025 – Zero in Condotta: un finale che è solo l’inizio

Il 29 maggio 2025 abbiamo celebrato l’evento finale del progetto Zero in Condotta. Un momento atteso, intenso, emozionante. Non una chiusura, ma una tappa importante di un percorso che continua a lasciare tracce.

Abbiamo presentato al pubblico il risultato dei nostri laboratori: “Il cielo è uno” è uno spettacolo che nasce dai sogni, dalle paure e dalla forza dei bambini, preadolescenti e adolescenti che hanno scelto di salire sul palco per raccontare la guerra… e gridare la pace.

È uno spettacolo che porta sul palco i versi di Bertold Brecht, la satira di Ennio Flaiano, l’eco dell’Afghanistan di Atiq Rahimi e le metafore di Davide Calì. Attraverso il teatro, la danza, la giocoleria e la musica, le suggestioni di questi autori si mescolano con le domande profonde dei nostri ragazzi. Il risultato è un desiderio comune: che tutte le guerre finiscano, ora!